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10 consigli per ridurre lo spreco alimentare

Cosa si intende per spreco alimentare?

Per spiegarlo in poche parole, ogni porzione di cibo acquistata ma non consumata è considerata spreco alimentare, finisce nella spazzatura e diventa dannosa per l’ambiente.

Lo spreco alimentare è un fenomeno che riguarda l’intera filiera alimentare: si produce scarto durante tutto il processo di produzione, distribuzione e consumo.

Il problema è sottovalutato, eppure lo spreco alimentare provoca seri danni all’ecosistema e fare il possibile per ridurlo, sia a livello personale che globale, è una scelta lungimirante, sostenibile ed intelligente: equivale ad un impegno per immaginare e costruire un futuro migliore!

Cosa provoca gli sprechi alimentari

Quante volte ti è capitato di buttare un alimento ancor prima di averlo mangiato perché ormai scaduto da qualche giorno?
O ancora, quanto spesso ti ritrovi a buttare gli avanzi della cena perché “troppo abbondante”?

Queste sono alcune delle attività più comuni con cui produciamo spreco di cibo, ma non è tutto qui.
Per capire più nello specifico cosa provoca gli sprechi alimentari, è necessario indagare le tre fasi sopra indicate, relative alla catena di approvvigionamento alimentare.
Le tre fasi principali di questa catena sono:

  • Fase produttiva: la fase iniziale della filiera, ovvero la coltivazione, la raccolta, l’allevamento e il trattamento della materia prima. Durante il primo step gli sprechi non sono indifferenti anzi in media circa il 40% del totale prodotto viene perso ancora prima di essere raccolto.
    Del restante 60% solo una parte raggiunge la fase 2: ciò è dovuto ad una mancanza di competenze, a pratiche indeguate nell’uso dei terreni, nello stoccaggio e nel trasporto , soprattutto nei paesi in via di sviluppo.
  • Fase di distribuzione: durante questa fase la maggior parte degli sprechi alimentari sono causate da seclte dettate dal marketing. I prodotti esteticamente meno accattivanti vengono scartati in favore di quelli che potrebbero attirare di più l’attenzione del consumatore. Spesso vengono esposti più prodotti del necessario, con il risultato che il “raccolto” non venga esaurito e l’invenduto buttato.
  • Fase del consumo: la fase che ognuno di noi dovrebbe conoscere meglio, poiché è quella del consumo domestico e della ristorazione. Sono i consumi citati all’inizio del paragrafo e sono principalmente concentrati nei paesi ricchi, dove i prezzi dei supermercati e l’abbondanza alimentare fanno sì che “il gettare” non sia considerato un vero e proprio spreco.

La FAO in uno dei suoi report annuali, stima che ogni anno venga sprecato globalmente circa un terzo del totale prodotto. Questo tipo di spreco rappresenta un’opportunità mancata rispetto alla possibilità di garantire la sicurezza alimentare della terra e di ridurre l’impatto ambientale delle nostre scelte.

Come possiamo evitare gli sprechi

Sono diverse le possibili soluzioni per evitare o ridurre parzialmente gli sprechi alimentari ed è possibile agire nel piccolo per iniziare a creare un cambiamento globale.
Seguendo alcuni semplici consigli e trasformandoli in abitudini si può avere un impatto positivo sull’ambiente e partecipare al cambiamento di cui il nostro pianeta ha bisogno.

Di seguito trovi 10 consigli per evitare o ridurre gli sprechi alimentari.

1. Riconsiderare le abitudini di spesa

La pandemia ha alterato i nostri equilibri quotidiani e anche fare spesa è divenuta un’esperienza straordinaria. Da questo periodo eccezionale possiamo imparare sicuramente qualcosa: riconsiderare le abitudini di spesa non è sbagliato. Preparare preventivamente una lista della spesa aiuta a comprare solo il necessario ed evitare gli acquisti impulsivi che possono portare a sprechi o ad un incremento della domanda su prodotti non di prima necessità. Fare un inventario di quello che c’è e quello che manca, così da non eccedere e limitare i possibili sprechi è un’abitudine da conservare.

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2. Corretta conservazione degli Alimenti

Spesso e volentieri gli alimenti vengono conservati in modo errato e questo ne altera le proprietà e ne accelera il deperimento. Bisogna sempre controllare le etichette dei prodotti alimentari per capire come devono essere conservati, quando consumarli e come usarli nel modo più efficiente.

3. Date di Scadenza troppo rigide

Le date di scadenza sono un taboo per troppe famiglie. Per alcuni la data di scadenza è solo un indicatore posto per precauzione, per altri una legge incontrovertibile. Entrambi sbagliano. Alcune date di scadenza sono troppo rigide e sono apposte per legge, a indicare il periodo consigliabile per il consumo. Esistono differenti diciture e “da consumarsi preferibilmente entro” è molto diverso da “data di scadenza”. Nel primo caso la data indicata è un consiglio, nel secondo un imperativo. Controllare sempre i cibi prima di gettarli via inutilmente è un’abitudine che va acquisita ed incentivata.

4. Servire porzioni di cibo ridotte

Ormai è conoscenza comune che alzarsi da tavola prima di essere completamente pieni fa bene alla salute. Le porzioni di cibo eccessivamente abbondanti non sono un bene per nessuno: non fanno bene all’organismo, rallentano la digestione e incrementano lo spreco di cibo.
Chi è solito mangiare porzioni esagerate dovrebbe rivedere le proprie abitudini in favore di uno stile di vita più sano.

5. Evitare le promozioni che spingono a un consumo non necessario

Fin troppo di frequente nei supermercati è possibile imbattersi in promozioni talmente vantaggiose da sembrare truffe. Spesso per pochi euro è possibile acquistare grandi quantità di cibo di ogni genere, spesso nemmeno necessarie a una corretta alimentazione. Evitando questo tipo di promozioni non solo si riducono gli sprechi alimentari, ma si interviene anche in favore dei piccoli produttori locali.

6. Imparare l’arte della cucina di “recupero”

Chi ha studiato fuorisede sa bene come funziona l’arte della cucina del recupero. Quando il cibo avanza nei piatti non si deve necessariamente buttare ma può essere recuperato e integrato con altri alimenti per creare un nuovo pasto. Inventare ricette con quello che si ha è un’altra ottima abitudine che consente di ridurre gli sprechi e dar fondo alle scorte che abbiamo in casa prima di acquistare altro.

7. Comprare solo da produttori locali

Ci sono moltissimi produttori locali che si trovano in difficoltà perché non riescono a competere con i grandi del settore alimentare.
Eppure, scegliere prodotti a km 0 è una scelta saggia che ha innumerevoli benefici: la qualità dei prodotti è superiore, si supportano le realtà locali e i prodotti del territorio, si combatte la produzione di massa e si aiuta l’ambiente riducendo i consumi. Il costo è più alto, ma la convenienza spesso nasconde delle insidie.

8. Pensare con anticipo a cosa mangiare

Quasi tutte le diete funzionano sulla base di programmi prestabiliti su base giornaliera.
Chi le segue con dedizione sa esattamente cosa mangerà il giorno dopo, sia a colazione che a pranzo che a cena.
Avendo ben chiaro cosa e quanto è più facile organizzare la spesa, ridurre gli sprechi e vivere in maniera sana.
Non è necessario vivere di privazioni, ma avere un’idea più strutturata del cibo che andrà consumato durante la settimana aiuta drasticamente a ridurre gli sprechi alimentari.

9. DoggyBag

Questo consiglio è utile quando si va al ristorante.
Se non si riesce a finire tutto quello che è stato ordinato si può tranquillamente chiedere di raccoglierlo e conservarlo in dei contenitori per portarlo a casa e consumarlo successivamente. Quello che avanza al ristorante viene gettato…perché sprecare del buon cibo?

10. Condivisione

Quando ti accorgi di aver cucinato troppo cibo o di aver fatto una spesa eccessiva, condividere con i tuoi vicini è un atto generoso, non solo nei confronti di chi abita vicino a te, ma anche nei confronti dell’ambiente.
Un’altra soluzione è quella di invitare amici e parenti a casa così da ridurre lo spreco e consumare le scorte acquistate.

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Come possiamo riutilizzare gli sprechi alimentari

Combattere lo spreco è possibile solo dando il giusto valore al cibo che consumiamo e a chi lo produce per noi.
Molto dipende dalle nostre scelte ma negli ultimi anni, proprio per incentivare le pratiche virtuose e per dare un aiuto concreto alla comunità, sono nate diverse realtà no profit che si impegnano quotidianamene in questo ambito e che escogitano soluzioni innovative ed efficaci.

Un esempio è EquoEvento, organizzazione senza scopo di lucro nata a Roma nel 2013 che ha l’obiettivo di ridurre gli sprechi recuperando gli eccessi alimentari per donarli agli enti caritatevoli.

Iniziative come questa si battono in prima linea per avere un impatto sociale ed ambientale concreto e misurabile e sono molti i modi che abbiamo a disposizione per supportarle, così da fare la nostra parte, attraverso un gesto di solidarietà e responsabilità.