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Riuso e Riciclo: differenze, importanza, best practice, i dati in Italia e nel mondo

Il Riuso ed il riciclo: definizione e differenze

Il riuso ed il riciclo sembrano esprimere lo stesso concetto, ma in realtà sono due termini ben distinti tra loro, anche se entrambe sono delle best practice per un uso corretto delle risorse.
La Direttiva Europea 2008/98 sui rifiuti, nata con l’obiettivo di avvicinare l’UE a una “società del riciclaggio”, mette in rilievo in maniera esaustiva la differenza tra i due termini:

  • il riuso è un’azione immediata e consiste nel riutilizzare per lo stesso scopo un oggetto che ancora non è da considerarsi “rifiuto”: è un’alternativa all’”usa e getta”;
  • il riciclo, al contrario, indica un processo di vera e propria trasformazione al fine di dare una seconda vita ad oggetti o prodotti diventati materiali di scarto e di rifiuto: si ottiene così materia seconda rilavorabile.

Negli ultimi tempi, si tende a parlare di riuso affiancandolo al termine “creativo”, il quale rende il suo significato più ampio poiché si va a stimolare la fantasia per cambiare l’ottica rispetto agli oggetti o addirittura per crearne di nuovi; in questo caso il riuso è da considerarsi una sottospecie di riciclo homemade.

Perché riusare e riciclare sono scelte doverose

Riutilizzare e riciclare sono delle scelte, o meglio ancora degli approcci culturali, che incidono in maniera positiva sull’ambiente e sulla salvaguardia del Pianeta.
Già dal 1997, con il Decreto Ronchi, si è avvertita la necessità della gestione sostenibile dei rifiuti.
Il Decreto Ronchi si basa sulla regola delle 5 erre dei rifiuti, ovvero 5 comportamenti da seguire per ridurre i rifiuti sul (e attorno al) nostro Pianeta:

  • riduzione, che consiste nella concreta riduzione all’origine dei rifiuti;
  • riuso, considerato uno stile di vita, un atteggiamento mentale che punta a ricollocare e reinventare prodotti ancora riutilizzabili;
  • riciclo, ovvero la trasformazione di materiali di scarto;
  • raccolta, intesa come differenziazione dei rifiuti, negli ultimi tempi diventate obbligatoria nella maggior parte dei comuni italiani;
  • recupero, riferito soprattutto al recupero di energia, ad esempio termica o elettrica, derivata dai materiali di scarto non riutilizzabili o riciclabili.
    Queste 5 regole sono la base di quella che oggi viene chiamata economia circolare e che si contrappone alla cultura dell’usa e getta.
    Ma perché riusare e riciclare sono scelte doverose?
    La risposta ci viene data dal tempo che impiegano alcuni materiali a biodegradarsi, ovvero a decomporsi grazie all’azione di batteri o altri microrganismi.
    In media, ecco quanto impiegano materiali ed oggetti a biodegradarsi:
  • torsolo di una mela – dalle 2 settimane ai 3 mesi;
  • scatola di cartone – 2 mesi;
  • fazzoletti e tovaglioli di carta – 3-6 mesi;
  • fiammiferi o cerini – 6 mesi;
  • giornali – 4-12 mesi;
  • indumento di lana o cotone – circa 1 anno;
  • cartone di latte o succo – 1 anno;
  • mozzicone di sigaretta – 1-2 anni;
  • gomma da masticare – 5 anni;
  • riviste – più di 10 anni;
  • lattina d’alluminio – 20-100 anni;
  • pannolino usa e getta – circa 400 anni;
  • bottiglia, sacchetto, posate e piatti di plastica (plastica in generale) – dai 100 ai 1000 anni;
  • schede telefoniche, ricariche e simili – oltre 1000 anni;
  • contenitore di polistirolo – oltre 1000 anni;
  • bottiglia di vetro (vetro in generale) – più di 4000 anni.

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5 esempi di riuso

Alla base del riuso di ogni prodotto deve esserci una sola e semplice domanda: “posso ancora utilizzarlo?”.
Dalla risposta affermativa a questo quesito nasce il riuso che può essere semplicemente il riutilizzo dell’oggetto con uno scopo simile a quello per cui è stato creato, oppure un utilizzo nuovo aggiungendo un pizzico di creatività.
Ecco degli esempi pratici di riuso e riuso creativo.

Bottiglia di vetro

Una bottiglia di olio in vetro comperata al supermercato, una volta lavata ed asciugata accuratamente, può essere riutilizzata allo stesso modo.
Molte aziende locali vendono l’olio sfuso, sia novello che non; queste prevedono un contributo anche per il contenitore in cui mettere l’olio, contributo che si azzera se si porta la bottiglia da casa.
Lo stesso vale per le aziende locali di vino che lo vendono sfuso nelle damigiane di vetro.

Barattoli di marmellata

I barattoli delle marmellate comprati al supermercato possono essere riutilizzati sia per le marmellate fatte in casa che per altri tipi di conserve homemade come patè o simili.
In questo caso, il risparmio, oltre che ambientale, è anche in denaro: si risparmia sia sul barattolo (vetro) che sul coperchio (alluminio).

Buste di plastica

Le buste di plastica che si utilizzano per la spesa possono essere riutilizzate ogni volta che si va al supermercato, senza comprarne sempre di nuove.
In questo caso, però, ci riferiamo alle buste non biodegradabili e quindi più resistenti.
Invece, i sacchetti in materiale biodegradabile e compostabile certificati a NORMA UNI EN 13432 in carta o bioplastica possono essere utilizzati al posto dei sacchetti per la raccolta dell’umido.

Cartone

Il cartone è un materiale che, con un po’ di creatività, può essere trasformato in numerosi oggetti per la decorazione della casa grazie alla sua resistenza.
Sfruttando questa caratteristica, insieme ad altre del cartone, e cavalcando il trend del riuso creativo, la Samsung ha ideato gli imballaggi di cartone delle TV dello stesso Brand in modo tale che questi si potessero trasformare in case per atti, portariviste o scaffali utili a riporre dispositivi elettronici.

Tessuto

Riutilizzare il tessuto significa avere una buona dose di creatività.
Un maglione, una maglietta o dei pantaloni possono essere riutilizzati in tantissimi modi diversi, alcuni anche inaspettati.
Ad esempio, se hai molti vecchi strofinacci da cucina che non sono da buttare, con ago e filo e un po’ di tempo (se hai la macchina da cucire ci impeghi molto meno), puoi creare una tovaglia divertente e colorata.

Se vuoi scoprire più idee sul riuso creativo, vai a questo link

5 esempi di riciclo

Così come il riuso, anche il riciclo è utile per il benessere del nostro Pianeta.
In questo caso si parla, però, di veri e propri processi di trasformazione che coinvolgono numeri ingenti di materiale di scarto e delle macchine apposite.
Ecco cosa si può fare riciclando i rifiuti.

Acciaio

L’acciaio è il materiale più riciclato di sempre.
Questo materiale, infatti, ha un ruolo fondamentale nella nostra vita, in particolar modo sui trasporti.
Basti pensare che l’acciaio contenuto in 19 mila barattoli per conserve sarebbe sufficiente a produrre un’automobile, mentre l’acciaio riciclato da 2.600.000 scatolette da 50 grammi può essere utilizzato per realizzare ben un chilometro di binario ferroviario

Alluminio

L’alluminio, soprattutto quello utilizzato per le lattine, se riciclato, può trasformarsi in qualcosa di impensabile.
Infatti, occorrono circa 640 lattine per creare un cerchio per auto, 130 per un monopattino e solo 3 per un paio di occhiali.
L’alluminio viene utilizzato anche per produrre biciclette:

  • con 800 lattine si costruisce una bicicletta completa di accessori;
  • con 150 lattine si realizza una bici da competizione.
    Infine, con 37 lattine si può creare una caffettiera; le 7 milioni di unità delle caffettiere prodotte in Italia sono di alluminio riciclato.

Carta

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La carta è una vera e propria risorsa per il riciclo.
In Italia, infatti, quasi il 90% dei quotidiani viene stampato su carta riciclata, così come le scatole per la vendita di pasta, calzature ed altri prodotti di uso comune.
La massima percentuale di carta riciclata la ritroviamo nelle scatole per i prodotti fragili o voluminosi.
Riciclare la carta è una best practice da non sottovalutare: per ogni tonnellata di prodotti a base di cellulosa avviati al riciclo si realizza un taglio di ben 1.308 chili di anidride carbonica

Legno

Il legno è un altro materiale da non sottovalutare in ambito riciclaggio, e per fortuna l’Italia non lo fa; infatti, se tutto il legno riciclato in Italia venisse triturato, si potrebbero riempire tranquillamente 5 edifici grandi quanto il Colosseo, mentre i pannelli di truciolare prodotti ogni anno con il legno riciclato sarebbero sufficienti a coprire l’area edificata della città di Roma, e anche qualcosa in più.
Discorso a parte è da fare sui “pallets”, ovvero le piattaforme su cui si appoggiano le merci: con 4 pallets si fa una scrivania.
Tuttavia, negli ultimi anni c’è la tendenza a costruire con i pallets delle poltrone, scrivanie, librerie e moltissimo altro, tutte homemade.

Vetro

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Il vetro è il materiale che si biodegrada con più lentezza rispetto agli altri (4.000 anni e oltre), pertanto il suo riciclo è fondamentale per la salute dell’ambiente.
Oltretutto, il riciclo del vetro permette un risparmio di materie prime del 100%, il che significa che è completamente riciclabile, ed un risparmio di energia fino al 25-30% della produzione di nuovo vetro.
Per avere ancora più chiaro il risparmio sia energetico che di inquinamento, basti pensare che per produrre una bottiglia di vino del peso di circa 350 grammi si possono utilizzare:

  • 350 grammi di rottame di vetro alla temperatura di 1.400°;
  • 420 grammi di materie prime tradizionali, quindi sabbia, soda e carbonato di calcio, di natura estrattiva a una temperatura di circa 1.600°.
    Infine, in Italia, circa il 60% delle bottiglie immesse sul mercato sono prodotte con vetro riciclato.

Dati sul riciclo e sul riuso in Italia

Nonostante si pensi che in Italia si ricicli o si riusi poco, i dati ci svelano il contrario, mostrandoci un’Italia che sta imparando a riciclare.
Secondo i dati Eurostat, infatti, nel periodo 2010-2017, l’Italia è prima tra gli altri paesi dell’Unione Europea per l’incremento della percentuale di materiali recuperati e riusati nella produzione di nuovi beni, guadagnando un quarto posto, dopo Belgio, Francia e Olanda, per riuso dei materiali nel ciclo produttivo.
Nello stesso periodo, infatti l’Italia ha registrato un incremento del 6% per il recupero dei materiali riutilizzati.
Nel periodo 2009-2018, il riciclo degli imballaggi di carta e cartone è aumentato del 21%. Nel 2017, inoltre, il tasso di riciclo degli imballaggi con questi materiali rispetto all’immesso è stato dell’85%.
Il riciclo del vetro, invece, nel suddetto periodo ha avuto una crescita pari al 38% con un tasso di riciclo del 74%, mentre la plastica ha avuto un incremento del 45%, con un tasso di riciclo del 42%.
Una percentuale di riciclo ancora maggiore la ritroviamo nel legno, con una crescita del 59% e un tasso di riciclo degli imballaggi in legno rispetto all’immesso del 40%.
Il riciclo dell’alluminio, invece, ha visto una crescita pari al 44% e un tasso di riciclo dell’80% nel periodo preso in considerazione, mentre il riciclo dell’acciaio è aumentato di soli 8 punti percentuali, ma con un tasso di riciclo del 79%.

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E nel mondo

Il tema dei rifiuti è un problema che colpisce tutto il mondo; considerando che al secondo vengono gettate circa 22.000 bottiglie di plastica, possiamo ben immaginare l’impatto sull’ambiente, sia terrestre che marino, con tutte le conseguenze.
Secondo il rapporto di due anni fa “What a Waste 2.0: A Global Snapshot of Solid Waste Management to 2050” della Banca mondiale è necessario instaurare il prima possibile un modello economico volto ad incentivare il riuso ed il riciclo, ovvero il modello dell’economia circolare che da un po’ di tempo sta entrando nel sistema di molti paesi.
Laura Tuck, vicepresidente per lo sviluppo sostenibile della Banca mondiale, afferma che sono i più poveri a pagare il prezzo più alto dell’errata gestione dei rifiuti; qui, infatti, solo il 4% della produzione viene avviata al riciclo.
Il rapporto, inoltre, evidenzia che i Paesi ad alto reddito, pur rappresentando solo il 16% della popolazione mondiale, generano il 34% dei rifiuti mondiali.
Medio Oriente e Nord Africa sono le regioni che attualmente producono meno rifiuti, 129 milioni di tonnellate nel 2016, anche se le stime parlando di una produzione doppia entro il 2050.
Il Nord America è la regione con la produzione media di rifiuti più alta in assoluto, ma registra oltre il 55% di rifiuti riciclabili, inclusi cartone, carta, vetro, metallo e plastica.
Asia orientale e la regione del Pacifico generano la maggior parte dei rifiuti (23%) nel mondo, mentre l’Europa e l’Asia centrale, pur generando 392 milioni di tonnellate di rifiuti, riescono a recuperare, attraverso il riciclo e il compostaggio, il 31% dei materiali di scarto.
Nello specifico, secondo i dati di Eurostat, nell’Unione Europea, i tassi di riciclo e l’uso di materiale riciclato è in costante crescita, anno su anno; nel 2016, infatti, l’UE ha riciclato circa il 55% di tutti i rifiuti, rispetto al 53% del 2010.
Anche il tasso di riciclo per i rifiuti urbani e quello relativo ai RAEE (apparecchiature elettriche ed elettroniche) è aumentato di circa il 10% in 10 anni (2007-2017) nel primo caso e di circa il 13% in 6 anni (2010-2016) nel secondo caso.
Nonostante, quindi, una produzione alta di rifiuti, ci troviamo di fronte anche ad un maggiore riciclo e riuso.