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Riciclare: benefici, materiali, come fare, dati dall'Italia e dal mondo

Riciclare i materiali perché è una scelta doverosa

Riciclare i materiali è una scelta doverosa perché permette a noi e alle future generazioni di vivere in un Mondo più pulito.
La necessità del riciclo deriva da due problemi fondamentali:

  • la sovrappopolazione, a livello mondiale, che porta la Terra ad arrivare quasi alla fine delle sue risorse;
  • l’inquinamento, inteso sia come quello derivato dai rifiuti, sia come quello prodotto dalle industrie per creare i materiali da zero.

Se per la sovrappopolazione non possiamo fare molto, per ridurre l’inquinamento possiamo fare tanto, un esempio per tutti è riciclare.
Il riciclo è sempre stato uno stile di vita, una scelta personale per contribuire a un Mondo più pulito; tuttavia, in questi ultimi anni in molti comuni italiani, è diventato un obbligo.
A livello Europeo, invece, si dispone di una vasta normativa sui rifiuti e le discariche la quale è stata modificata con il pacchetto europeo di misure sull’economia circolare, approvato il 22 maggio 2018, introducendo dei nuovi principali obiettivi:

  • il riciclaggio entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani (60% entro il 2030 e 65% entro il 2035);
  • la riduzione dello smaltimento in discarica, che dovrà scendere al 10% entro il 2035;
  • il riciclaggio del 65% degli imballaggi entro il 2025 e il 70% entro il 2030;
  • la raccolta separata dei rifiuti organici (entro il 2023) e dei rifiuti tessili (entro il 2025).

Anche se il problema dei rifiuti è di livello mondiale, raggiungere questi obiettivi negli anni stabiliti, se non prima, porterà indubbiamente delle conseguenze positive per il Pianeta.

Quali materiali possono essere riciclati

Il riciclo è uno dei tanti rimedi a disposizione dell’uomo per ridurre l’inquinamento ambientale e consiste nella produzione di nuovi oggetti o nuovi materiali a partire dai rifiuti.
A differenza di quello che molti pensano, però, non tutti i materiali possono essere riciclati, inoltre per poter riciclare correttamente è necessario seguire dei piccoli accorgimenti.
Vediamo quali sono le materie prime che possono essere riciclate e le caratteristiche di ognuna.

Plastica

La plastica è quel materiale che ormai viene considerato “l’origine di tutti i mali” legati all’ambiente.
In realtà, anche se risulta più difficile, Il riciclo della plastica porta alla creazione di una materia prima-seconda di grande utilità; basti pensare che con la plastica riciclata si producono materiali utilizzati poi nell’ambito tessile, nell’automotive, o ancora nell’edilizia.
Tuttavia, non tutto il materiale plastico è riciclabile; i simboli da considerare per capire se un prodotto di plastica può essere riciclato sono i seguenti:

  • PET, o il numero 1;
  • PE, o il numero 2 o 4;
  • PVC, o il numero 3;
  • PP, o il numero 5;
  • PS, o il numero 6;
  • O o il numero 7.

Riciclaggio materiali

Carta e cartone

La carta e il cartone sono altre materie che si possono (e si devono) riciclare per permettere la creazione di materia prima-seconda, utilizzata per quaderni, album di fotografie, bobine asciugatutto, buste e sacchetti vari e molto altro.
Tra i materiali riciclabili ci sono:

  • giornali;
  • quaderni;
  • scatole delle scarpe;
  • scatole d’imballo;

ed altro ancora.
Attenzione, invece, agli scontrini ed ai post-it: il materiale di cui sono composti non è riciclabile.

Riciclaggio materiali

Vetro

Il vetro è un materiale molto resistente e apprezzato soprattutto dagli amanti dell’ambiente poiché, nonostante si biodegradi in tempi lunghissimi (anche oltre 4000 anni), è riutilizzabile all’infinito e non nuoce alla salute.
Il vetro, inoltre, è un materiale al 100% riciclabile* e permette pertanto un risparmio di energia fino al 30% sulla produzione di nuovo vetro.
basti pensare che per produrre una bottiglia di vino del peso di circa 350 grammi si possono utilizzare:

  • 350 grammi di rottame di vetro alla temperatura di 1.400°;
  • 420 grammi di materie prime tradizionali, quindi sabbia, soda e carbonato di calcio, di natura estrattiva a una temperatura di circa 1.600°.

Riciclaggio materiali

Legno

Smaltito correttamente e gettato negli appositi contenitori, il legno viene trasportato nelle industrie di riciclo dove, una volta pulito e ridotto in piccole schegge, si trasforma un una materia prima rinnovata, utile per il circuito produttivo industriale, o in nuovi prodotti come:

  • pannelli truciolari;
  • pannelli mdf;
  • blocchi legno-cemento;
  • blocchi per pallet;
  • pasta chemimeccanica per carta e cartoni;
  • compostaggio;
  • energia rinnovabile.

Tessuti vari

I vestiti che sono in buone condizioni ma che vuoi gettare solo perché non metti più, possono essere donati, gettandoli negli appositi contenitori gialli, oppure ceduti ad aziende come armadio verde.
Tuttavia, i vestiti o tessuti che non sono riutilizzabili, vanno gettati negli appositi contenitori nelle isole ecologiche poiché, se gettati in discarica, impiegano molto tempo per decomporsi:

  • le fibre naturali possono impiegare centinaia di anni per disfarsi e rilasciano durante il processo metano e Co2 nell’atmosfera;
  • le fibre sintetiche non si decompongono affatto.

Smaltendo correttamente il tessuto, invece, possiamo contribuire alla creazione di imbottiture per sedie o sedili delle auto, stracci per pulire o materiali per riempire i materassi.

Acciaio e alluminio

L’acciaio e l’alluminio, insieme al vetro, sono i materiali che “non muoiono mai”, ovvero che possono essere riutilizzati all’infinito, e sono i pilastri del riuso degli imballaggi.
Smaltirli e riutilizzarli correttamente fa risparmiare materie prime ed energia, inoltre il loro riciclo permette di produrre nuove materie e nuovi prodotti utili per la vita di tutti i giorni.
Dal riciclo delle lattine, infatti, si ottengono:

  • caffettiere;
  • infissi per le finestre;
  • sedie per l’arredo;
  • struttura base del computer.

Riciclaggio materiali

Batterie

Le batterie e le pile utilizzate quotidianamente, tranne le batterie utilizzate per le macchine le quali devono essere trattate come rifiuti speciali, devono essere gettate nei contenitori appositi per la raccolta delle batterie usate nelle isole ecologiche, oppure gettate nei contenitori a colonna che si trovano presso i punti vendita.

Rifiuti RAEE

I rifiuti RAEE, ovvero rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, contengono metalli preziosi, come quelli utilizzati per i chip, e altri materiali riciclabili.
Inoltre, le apparecchiature elettroniche contengono materiale che, se smaltito in modo errato, può essere dannoso per l’ambiente e per le persone.
I RAEE molto spesso vengono gettati nell’indifferenziata ma in realtà dovrebbero essere portati nell’isola ecologica più vicina, la quale si preoccuperà di smaltirli nella giusta maniera.

Pneumatici

Quando uno pneumatico ha concluso il suo ciclo di vita e non garantisce più la sicurezza iniziale, diventa un rifiuto che deve essere raccolto in appositi impianti.
La gomma di cui è costituito lo pneumatico, infatti, è una miscela di polimeri di altissima qualità con eccezionali caratteristiche chimico-fisiche che restano inalterate anche nella gomma riciclata che se ne ottiene.
Il processo di riciclo prevede:

  • lo stoccaggio;
  • una prima frantumazione;
  • una seconda frantumazione;
  • infine, il recupero dei materiali;

dai quali si ricava gomma, acciaio, fibre tessili e molto altro.

Rifiuti organici

Tutto ciò che è avanzo e scarto alimentare può essere convertito in materiale di compostaggio, detto COMPOST, o utilizzato come biomassa per la produzione di biogas.
Nonostante i rifiuti organici siano utili, è sempre preferibile ridurre lo spreco alimentare.
Discorso a parte deve essere fatto per i dischetti 100% cotone per togliere il trucco. Questi, infatti, possono essere aggiunti all’organico solo se non sono stati utilizzati per rimuovere il trucco o con prodotti chimici.

Olio da cucina e per motori

L’olio di frittura non rientra nella categoria dei rifiuti organici, bensì in una categoria a parte.
Gli oli da cucina e quelli per motori devono essere assolutamente smaltiti correttamente, ciò significa che devono essere versati nei contenitori appositi installati nel proprio comune di residenza o in uno vicino.
Il riciclo degli oli esausti consente di ridurre l’inquinamento e di recuperare buona parte degli scarti per un nuovo riutilizzo industriale, oltre a evitare conseguenze dannose per la salute pubblica causate dall’inquinamento delle falde sotterranee.

Il riciclo corretto dei materiali

Ogni materiale ha delle caratteristiche peculiari che lo contraddistingue e pertanto deve essere trattato in maniera diversa.
Ci sono, tuttavia, dei comportamenti di base e generali che possono essere applicati a monte, dove possibile, ovvero durante la raccolta differenziata.
In questo modo verrà garantito un corretto riciclo dei materiali senza il rischio che interi prodotti vengano scartati a causa di piccole contaminazioni.
Per prima cosa è necessario comprimere e/o scomporre il materiale da gettare, in modo da occupare il minor spazio possibile e così che la macchina adibita al riciclo possa riconoscerlo.
Riciclaggio materiali
Ma la cosa più importante è quella di evitare tutte le possibili contaminazioni tra i materiali, causa di scarto. Quindi è bene:

  • separare sempre le etichette di carta dalle bottiglie di plastica;
  • togliere con cura lo scotch dagli scatoloni;
  • eliminare i residui di plastica dagli imballaggi di cartone e viceversa;
  • separare la plastica dalla carta nelle confezioni di spazzolini da denti e in tutte le altre;

e molto altro ancora.

Dati dall’Italia…

L’Italia da tempo sta imparando a riciclare.
Secondo i dati Eurostat riferiti al periodo 2010-2017, l’Italia è prima tra gli altri paesi dell’Unione Europea per l’incremento della percentuale di materiali recuperati e riusati nella produzione di nuovi beni.
In questo senso l’Italia è quarta dopo Belgio, Francia e Olanda, per riuso dei materiali nel ciclo produttivo.
Di seguito, invece, i dati riferiti all’anno 2009-2018 sul riciclo dei vari materiali:

  • carta e cartone è aumentato del 21%;
  • vetro è aumentato del 38%;
  • plastica un incremento del 45%;
  • legno una crescita del 59%;
  • alluminio è aumentato del 44%;
  • acciaio un incremento dell’8%.

L’Italia si sta impegnando da tempo per un Mondo più pulito e sostenibile.

… e dal Mondo

A livello mondiale la situazione è più complessa, semplicemente perché coloro che pagano il prezzo dell’inquinamento e dell’errata gestione dei rifiuti sono i Paesi poveri.
Qui, infatti, solo il 4% della produzione viene avviata al riciclo.
Inoltre, altro dato fondamentale, i Paesi ad alto reddito, pur rappresentando solo il 16% della popolazione mondiale, generano il 34% dei rifiuti mondiali, i quali impattano anche sull’ambiente dei Paesi più green, come Il Medio Oriente e il Nord Africa che attualmente producono meno rifiuti, solo 129 milioni di tonnellate nel 2016.
Al contrario, il Nord America è la regione con la produzione media di rifiuti più alta in assoluto, nonostante registri oltre il 55% di rifiuti riciclabili, inclusi cartone, carta, vetro, metallo e plastica.
L’Asia Orientale e la regione del Pacifico generano la maggior parte dei rifiuti nel mondo, un buon 23%.
L’Europa e l’Asia centrale, invece, pur generando 392 milioni di tonnellate di rifiuti, riescono a recuperare, attraverso il riciclo e il compostaggio, il 31% dei materiali di scarto.
A seguito di un’attenta analisi e valutazione dei dati, appare dunque chiaro che il riciclaggio dei materiali sia una scelta doverosa.