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Cosa sono le polveri sottili

Le polveri sottili, anche dette particolato atmosferico, sono microscopiche particelle solide che possono rimanere sospese nell’aria per lungo tempo.

In passato, quando si faceva riferimento a questo particolare tipo di particelle, non esisteva una differenziazione precisa come quella odierna.

Negli ultimi dieci anni, infatti, si suole suddividere il particolato atmosferico in tre categorie:

  • particolato grossolano, le cosiddette PM10, costituito da polveri, pollini e spore con un diametro superiore ai 10 micron;
  • particolato sottile, sarebbe a dire le PM2.5, particelle di dimesioni che si attestano attorno ai 2,5 micron;
  • particolato ultrafine (o polvere respirabile) che si tratta di polveri con dimensioni che vanno da 1 a 0.1 micron.

Al di sotto di tale scala di dimensioni delle polveri sottili, si suole parlare delle cosiddette nanopolveri.

Quali sono le cause

Le cause delle polveri sottili sono riconducibili ad un processo di abrasione che può avere origine sia naturale che antropogenica (ossia causata dall’essere umano).

Tale processo, quando è di natura antropica, può avere luogo sia all’interno che all’esterno delle abitazioni.
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Un quest’ultimo caso uno dei fattori scatenanti è il traffico, dove i motori a scoppio delle autovetture si attestano come una delle maggiori fonti di origine.

Infine, quasi tutte le attività produttive, industriali, edilizie o minerali che siano, rilasciano enormi quantità di particolati, e sono quindi responsabili dell’emissione di polveri sottili.

Ciò fa comprendere come le zone più a rischio possano essere le grandi città, le zone metropolitane o i nodi stradali ad elevata percorrenza.

Proprio per questo, le problematiche legate al particolato atmosferico avanzano di pari passo con quelle che sono direttamente collegate all’inquinamento, principale causa di queste polveri.

Quali sono i rischi per la salute dell'uomo

Come detto in precedenza, le polveri sottili possono rimanere a lungo sospese nell’aria, ma soprattutto possono percorrere grandi distanze.

Tutte le polveri, date le loro microscopiche dimensioni, sono in grado di assorbire gas e vapori tossici e dunque indiscutibilmente dannose per la salute umana.

Ma se le particelle di dimensioni superiori ai 10 micron causano problemi esclusivamente agli occhi e alla gola, quelle di dimensioni minori possono essere di gran lunga più pericolose.

Queste ultime, infatti, possono facilmente penetrare nei polmoni o anche raggiungere il cuore, arrivando a provocare aritmie cardiache, infarti, asma o bronchite.

Come difendersi

La problematica delle polveri sottili si è attestata fra le più meritevoli di attenzioni da parte degli stati dell’Unione Europea negli ultimi anni.

Sono stati effettuati innumerevoli studi sulla dannosità di queste particelle e sul loro livello di accumulo in un particolare territorio.

Grazie all’Air Quality Index (AQI), infatti, è possibile misurare la quantità di polveri sottili per una determinata area in un determinato arco di tempo.

Per contrastare la produzione e la crescita del numero delle particelle molti stati europei hanno introdotto regolamentazioni e limitazioni del traffico e delle attività produttive.

Alcuni paesi, con lo scopo di contenere il livello delle polveri sottili, hanno addirittura istituito delle zone cosiddette “ambientali” facendole coincidere con il centro delle città più popolose.

I numeri delle polveri sottili in Italia

La situazione che riguarda i livelli di polveri sottili in Europa non è di certo rosea, e il fenomeno del cambiamento climatico non fa altro che aggravare le statistiche.

Proprio una di queste ultime statistiche, proveniente da un report pubblicato sulla rivista Lancet, riporta come l’Italia si attesti al primo posto in Europa (e undicesimo nel mondo) per morti premature da esposizione alle polveri sottili PM2.5.

Si registrano, infatti, su suolo italiano nel 2016 circa 45.600 decessi legati all’alto tasso di polveri sottili nell’aria, con prevalenza nelle regioni del nord.

Comportamenti individuali che possono aiutare e migliorare

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Da quanto detto fino ad adesso risulta facile comprendere che la vera sfida per arginare la crescita di emissioni di polveri sottili è quella di ridurre l’inquinamento.

A tal proposito, non è sempre necessario che vengano presi provvedimenti a livello governativo, perché ciascuno di noi può fare la propria parte.

E questo può verificarsi solo e soltanto adottando comportamenti responsabili, eseguendo delle semplici azioni che possono fare la differenza ogni giorno.

Fra le molteplici azioni da porre in essere, due possono essere considerati principali:

  • effettuare la raccolta differenziata;
  • evitando gli sprechi alimentari e di ogni altro genere.