/ inquinamento

Le 10 cause più importanti dell'inquinamento

Gli agenti atmosferici inquinanti possono essere anche molto diversi fra loro e, per questo, determinare una differente tipologia diinquinamento atmosferico.

Si parla di:

  • Inquinamento atmosferico biologico, originato da pollini, piccoli insetti e microrganismi, come i batteri;
  • Inquinamento atmosferico fisico, una categoria in cui rientrano i suoni, l'inquinamento termico e le radiazioni;
  • Inquinamento atmosferico chimico, causato da componenti dell’aria stessa come l'ozono, l'aerosol e l'ammoniaca.

Quindi, tutta colpa dell’azione umana?

No, l'inquinamento atmosferico è causato sia dall'uomo che dall'ambiente (attraverso, ad esempio, tempeste di polvere ed eruzioni).
Ma questo non significa che siamo giustificati quando scegliamo di non prestare attenzione al benessere del nostro pianeta.
Al di la della sua tripartizione, infatti, sono diverse le cause dell'inquinamento atmosferico legate all’attività umana.
In altre parole, sono molti processi artificiali in grado di emettere le sostanze chimiche nocive per l’aria.
Tuttavia, quest’ultime non sono velenose se isolate. Si trasformano in pericolose per la nostra atmosfera attraverso la loro combinazione con altri composti presenti al suo interno.

Approfondiamo, adesso, le principali sorgenti umane di inquinamento atmosferico.

1. I mezzi di trasporto

Fin dalla metà degli anni 1950 il traffico stradale è iniziato a divenire una preoccupante fonte di ossido di azoto, polveri fini e fuliggine.
Ad oggi, tali emissioni sono sorprendentemente in netta diminuzione.
Nonostante l’aumento di veicoli in circolazione, infatti, le innovazioni tecniche sui motori stanno permettendo questo miglioramento.
Un cambiamento che, tuttavia, non è sufficiente.

Per quanto riguarda le automobili, infatti, i veicoli diesel sono ancora fra le principali cause di produzione di
ossidi di azoto e PM10 (una delle polveri fini). Ma anche i veicoli benzina provocano una grande quantità di emissioni di idrocarburi durante il loro avviamento a freddo.

Anche i motoveicoli e i ciclomotori rilasciano grandi quantità di idrocarburi. Inoltre, questi particolari mezzi di trasporto sono associati a prescrizioni in materia di gas di scarico meno severe rispetto a quelle per le macchine.

2. Veicoli agricoli

Il problema legato alle emissioni attivate dai motori a scoppio si ripresenta anche con quei veicoli e apparecchi diesel o benzina, utilizzati in ambito agricolo.
Quest’ultimi, infatti, rilasciano soprattutto ossidi di azoto e particolato.
Nello specifico, fino al 2010, le sostanze chimiche disperse da veicoli agricoli e forestali, macchine di cantiere, macchine industriali e apparecchi per il giardinaggio, sono cresciute in maniera continua, a causa del prosperante consumo di diesel.
Negli anni successivi, l’inasprimento delle politiche relative al gas di scarico ha, fortunatamente, provocato un arresto di questo fenomeno.
Nonostante la recente riduzione, l’inquinamento generato dai trattori è ancora significativo e necessita di ulteriori provvedimenti, inerenti, ad esempio, misure la fuliggine da diesel e all'equipaggiamento con filtri antiparticolato.

veicoli-agricoli---Cause-inquinamento-atmosferico

3. Traffico ferroviario, navale e aereo

Discorso leggermente differente quello, invece, legato ai mezzi di trasporto per “lunghe tratte”.
Fra essi, infatti, esiste un grande divario a livello di rilascio di sostanze inquinanti.
Infatti, se, in generale, il traffico aereo, quello ferroviario e quello navale, provocano dei processi di combustione che liberano sostanze chimiche pericolose (nello specifico ossidi di azoto e idrocarburi), il rilascio causato dagli aeroplani è di gran lunga maggiore.

Si prevede, in particolare, che gli agenti inquinanti emessi originati dal trasporto su rotaie e sull’acqua continuino a diminuire. Il traffico aereo, invece, potrebbe provocare una sempre maggiore emissione di ossidi di azoto e di CO2.

4. Motori stazionari e turbine a gas

Una piccola, ma non insignificante, percentuale di inquinamento atmosferico è generata dai motori stazionari e le turbine a gas.
Quest’ultimi, fra i quali rientrano tutti gli impianti di cogenerazione, causano l’emissone di CO2, ossido di azoto, ossido di carbonio e polveri fini.

Questi elementi, queste fonti di inquinamento, comunque, non ricevono spesso la giusta importanza in termini di tutela dell’atmosfera e, per questo, non sono soggetti a una sufficiente quantità di norme e prescrizioni.
Ciò è dovuto, almeno in parte, al fatto che le grandi turbine a gas hanno basse emissioni specifiche, rispetto alla loro quota di consumo energetico.
Ma questa non è l’unica verità.
Infatti, nonostante i generatori senza recupero di calore di scarto siano caratterizzati da emissioni specifiche più elevate a causa della mancanza di trattamento dei gas di scarico, anche quest’ultimi sono facilmente dimenticati.
Perché?
Probabilmente la risposta risiede nella mancanza di alternative abbastanza economiche da risultare attuabili per il nostro stato.

5. Processi e impianti industriali e artigianali

È risaputo che le industrie sono pericolose per il nostro pianeta.
Per quanto concerne, specificatamente l’inquinamento atmosferico, questo è prodotto dai suoi impianti a combustione e di riscaldamento.
Gli agenti tossici, infatti, provengono direttamente dai processi che coinvolgono petrolio, carbone e gas e rientrano tra le emissioni generate dall’attività umana.
E, in questo senso, particolarmente preoccupanti sono quegli impianti a legna o a carbone, che producono, fra le altre cose, grandi quantità di polveri fini e inquinanti atmosferici.

In generale, comunque, gli impianti a combustione alimentati a olio, gas o legna sono alla base del fabbisogno termico dell'industria e, a seconda del combustibile impiegato, emettono:

  • ossidi di zolfo e di azoto (SO2, NOx);
  • monossido di carbonio (CO);
  • diversi elementi in tracce.

6. Gestione dei rifiuti

Un'altra sorgente di inquinamento ambientale e atmosferico risiede nei processi necessari allo smaltimento dei rifiuti urbani, speciali e biogeni. Quest’ultimi, infatti, sono gestiti e eliminati attraverso la combustione che, come nel caso delle industri, libera diversi inquinanti atmosferici. Fra di essi, quelli emessi in quantità maggiori sono:

  • diossine e furani policlorurati;
  • mercurio;
  • piombo;
  • polveri fini;
  • ossidi di azoto;
  • ossidi di zolfo;
  • COV.

Attualmente sono diverse le norme che tentano di regolamentare quegli impianti dove i nostri scarti vengono bruciati. Ad esempio, nel corso del loro esercizio queste “isole ecologiche” devono controllare le sostanze chimiche emesse e farle rientrare all’interno di precisi valori di rilascio.

7. I cantieri

I lavori di costruzione inquinano l'ambiente a causa delle loro attività, ma spesso non vengono presi in considerazione fra i processi dell’opera umana capaci di avere impatto sull’aria.
Oltre a provocare inquinamento atmosferico a livello acustico, i motori delle apparecchiature realizzate per l’attività edilizia causano la dispersione di sostanze inquinanti in tutte le fasi importanti di costruzione: preparazione del terreno, trasporti di terra, creazione di costruzioni grezze, ampliamenti, lavori di sistemazione esterna nonché rinnovazioni e ristrutturazioni.
Si parla, in particolare, di emissioni di:

  • fuliggine da diesel cancerogena (se non sono dotati di filtri antiparticolato);
  • COV;
  • ossidi di azoto;
  • monossido di carbonio;
  • polveri fini.

Delle sostanze che possono emanare odori fastidiosi, irritare le nostre vie respiratori e contribuire alla formazione fotochimica dell'ozono.

L’impatto dei cantieri, comunque, varia notevolmente in base alle dimensioni occupate dallo stesso e dal lasso di tempo in cui dovrà essere attivo: in un cantiere di grandi dimensioni che opera per un periodo prolungato in maniera intensiva, le emissioni possono raggiungere quantità notevoli.

cantieri---Cause-inquinamento-atmosferico

8. Agricoltura

In tutto il mondo l’agricoltura è la principale fonte di emissioni ammoniaca, dei gas serra metano e del protossido di azoto.
Degli agenti inquinanti che, in generale, nuocciono agli ecosistemi sensibili e contribuiscono al riscaldamento climatico.

Ma quali sono quegli elementi che intervengono nei processi agricoli e che determinano l’inquinamento?
Sicuramente l’applicazione di fertilizzanti chimici, prodotti fitosanitari, antiparassitari, erbicidi e solventi organici, che vengono tutti a contatto con il terreno, provocano il rilascio di questi agenti tossici.
Ma non solo, anche dallo stesso concime possono liberarsi sostanze nocive nell'atmosfera. Poiché quest’ultimo contiene ammoniaca, polveri fini respirabili (PM10) gas serra metano, protossido di azoto
e fosforo.

9. L’allevamento intensivo

Gli allevamenti intensivi, complessivamente, ospitano milioni di capi di bestiame.
Di qualsiasi specie si parli, tutti questi animali producono deiezioni, o “liquami“.
Queste sostanze, a causa dei processi digestivi, generano metano, ammoniaca e non solo.
Per questo, l’accumulo di liquami produce inquinamento atmosferico.
In particolare, l’ammoniaca liberata nell’aria si combina con le altre sostanze chimiche e da, così, origine alle polveri sottili, che qui in Italia causano molti danni nell’area della Pianura Padana.

10. Gli incendi

L’ultima causa degna di nota dell’inquinamento atmosferico sono gli incendi che, dolosi o non, con la loro azione bruciano migliaia di acri di terreno ‘ecologicamente rilevante’ e provocano un fumo altamente tossico.
Quest’ultimo si compone di differenti sostanze che, se liberate nell’aria, rappresentano un grave rischio per la salute nostra e del pianeta.
Infatti, gli incendi generano una notevole fuoriuscita di particolato, CO2 monossido di carbonio e altri inquinanti.
Anche di gran lunga maggiore rispetto alle emissioni industriali.