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Cos'è la green economy e perché è importante

I business che operano seguendo i principi della Green Economy devono seguire precisi standard di sostenibilità in tutti i loro processi.
Nello specifico, questo modello prevede che le aziende siano in grado di sostenere completamente e ridurre al minimo il proprio impatto ambientale, attraverso basse emissioni di anidride carbonica e l’efficiente uso delle risorse.
Inoltre, il management è chiamato ad attuare strategie socialmente inclusive, per arrivare a raggiungere l’importante obiettivo di sradicare la povertà.

In generale, per riuscire nei suoi intenti e portare ad uno sviluppo sostenibile, la green economy deve abbracciare anche le innovazioni tecnologiche e implementare e rivedere le proprie conoscenze in maniera continuativa.
Solo in questo modo può, infatti, essere in grado di impiegare le migliori soluzioni, quelle meno invasive per l’ambiente circostante.

Sicuramente parte integrante di questo modus operandi è l’utilizzo delle energie alternative.
Queste hanno la duplice funzione di :

  • diminuire l’inquinamento e conservare la biodiversità;
  • evitare l’aumento di prezzo derivante dalla scarsità di materie prime necessarie alle fonti di energia tradizionale e il danno economico che ne consegue, rendendo accessibili a tutti le risorse naturali.

15 esempi per incentivare la green economy

Sono le organizzazioni più strutturate, i colossi della finanza, le prime realtà che hanno deciso di investire in questo tipo di modello sostenibile.
Oggi, però, sono sempre più numerose anche le PMI e le startup che scelgono di fare del basso impatto ambientale il loro elemento distintivo.
La diffusione di questo “movimento” deriva anche dalla consapevolezza crescente che c’è anche chi dal basso (gli utenti) vuole fare green economy impegnandosi ad acquistare esclusivamente prodotti realizzati nel rispetto della natura.

Di seguito ti riportiamo i progetti virtuosi messi in piedi da alcune realtà, che hanno scelto di investire e adoperarsi per riuscire a rispettare gli standard di sostenibilità ambientale.
Degli esempi capaci di ispirare e far riflettere.

  1. L’azienda Novamont ha reso suoi pilastri l’uso efficiente delle risorse rinnovabili e l’impegno nella rigenerazione territoriale.
    Per questo, attiva bioraffinerie dedicate alla produzione di bioplastiche e bioprodotti a partire da fonti rinnovabili.
    E lo fa riqualificando siti industriali non più attivi, nel pieno rispetto del territorio, ricco di specificità locali, dove avviene l’avvio di queste realtà.

  2. La storica organizzazione Mapei ha sviluppato RE-CON ZERO, un additivo innovativo che trasforma, velocemente e senza necessità di costosi impianti di trattamento, il calcestruzzo reso in un materiale granulare.
    Quest’ultimo può essere, così, riutilizzato come aggregato per la produzione del nuovo calcestruzzo, senza generare scarti di lavorazione, quali acque di lavaggio cariche di fini, poiché il conglomerato viene recuperato totalmente.

  3. Barilla, invece, ha ideato un progetto denominato: “CartaCrusca”.
    Un programma che porta la celebre azienda italiana ad impegnarsi nel recupero della crusca, prodotta dalla macinazione di grano, segale e altri cereali, per la successiva produzione di carta.

  4. L’impegno, in linea con le richieste della green economy, di Lavazza parte dalla sua capsula biodegradabile capace di generare uno sviluppo sostenibile e arriva al suo progetto unico di coltivare funghi dai fondi di caffè.
    Non solo.
    Infatti, l’azienda produttrice di caffè ha dato vita alla Fondazione Lavazza, un modo per fare la differenza anche a livello sociale, che collabora con importanti onlus come Save the Children.

  5. Legambiente ha dato il via nel 1994 all’interessante iniziativa green Comuni Ricicloni.
    Perciò, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, quest’associazione si impegna a premiare ogni anno le pubbliche amministrazioni con i migliori risultati nella raccolta e gestione dei rifiuti.

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  1. Il marchio di scarpe Womsh dimostra la sua sostenibilità a partire dal processo produttivo che coinvolge le sue calzature.
    Quest’ultimo, infatti, è stato ottimizzato per quanto concerne:
  • l’uso di materie prime;
  • l’energia consumata.
  1. Anche il gruppo Carlsberg è considerato fra i più impegnati in termini di abbattimento dei suoi rifiuti.
    In primo luogo, infatti, l’azienda produttrice di birra ha puntato su un packaging sostenibile.
    Secondariamente, il Gruppo ha recentemente sviluppato la “Carlsberg Circular Community”, una piattaforma di collaborazione dove Carlsberg collabora con i suoi fornitori per aiutarli a ridurre i loro sprechi.

  2. IKEA è fortemente impegnata dal punto di vista dell’economia circolare e della green economy.
    Lo a dimostrato attraverso vari progetti!
    Tra essi, degno di nota è Second life, un programma che consiste nel ricomprare i propri mobili usati dagli ex proprietari per poterli rivendere a un prezzo competitivo a chi è in una condizione svantaggiata.

  3. Fra le aziende di moda, Stella McCartney è stato il primo brand partner di The RealReal, un retailer online di lusso usato.
    Un modo semplice e immediato per promuovere l’economia circolare.
    Un progetto che viene supportato anche istruendo i propri clienti sull’iniziativa e, quindi, sulla possibilità di donare gli abiti che si vogliono scartare.
    Inoltre, per la produzione dei suoi capi, Stella McCartney si serve di un particolare poliestere ottenuto da bottiglie di plastica riciclate.

  4. H&M ha lanciato nel 2013 un programma, dal claim “La moda non merita di finire nei rifiuti”, di raccolta abiti, per incoraggiare i consumatori a riconsegnarli a fine vita in cambio di un voucher.
    Sempre H&M ha riciclato 9,5 milioni di bottiglie in PET impiegando il poliestere recuperato per la produzione di vestiti.

  5. Nike, invece, ha dimostrato la volontà di ridurre il suo impatto attraverso la realizzazione di un nuovo materiale altamente sostenibile da utilizzare per la produzione delle sue calzature.
    Inoltre, consapevole di come, durante la fabbricazione, circa il 30% di cuoio sia scartato, ha avviato un processo di raccolta di questi residui, che sono, oggi, stati trasformati in una nuova fibra: Nike Flyleather.

  6. Anche Inditex, gruppo di cui fanno parte Zara, Massimo Dutti, Pull & Bear, Bershka e Oysho, si impegna, da alcuni anni, nel riuso degli abiti dismessi.
    In particolare, nel corso del 2019 ha riciclato 7100 tonnellate di abiti, scarpe e accessori.

  7. LEGO da sempre è impegnata nel sociale con la sua fondazione.
    Ma dal 2014 ha iniziato a lavorare anche per ridurre il proprio impatto ambientale e rendere più sostenibili gli iconici mattoncini.
    Fra i suoi tanti traguardi, nel 2017 ha raggiunto l’obiettivo di sostentarsi totalmente con energia rinnovabile.

  8. Castorama per riuscire ad avere un impatto positivo sul futuro del pianeta ha instaurato un rapporto di cooperazione con Veolia che lo ha portato ad adottare due nuove soluzioni:
    • ha istituito un’unità di logistica appositamente interessata alla raccolta dei rifiuti di legname provenienti dagli store Castorama;
    • l’ideazione di una “polvere” composta da legno e plastica, altamente riciclabile e riutilizzabile a livello industriale.

  9. La green economy, poi, riguarda anche il settore dell’edilizia, come è stato dimostrato per la realizzazione del Nuovo stadio della Juventus.
    Quest’ultimo, infatti, è stato progettato nel rispetto di precise misure di sostenibilità, tra cui:

  • lo sfruttamento di molti materiali provenienti dalla demolizione del vecchio stadio;
  • l’installazione di una serie di soluzioni per il risparmio energetico e per la riduzione dello spreco di acqua;
  • l’utilizzo di fondi di energia rinnovabili.

Quali sono i paesi più all'avanguardia in tema di green economy

Come su tanti altri aspetti, non tutti i paesi hanno dato la stessa importanza alla green economy.
Alcuni, infatti, hanno dimostrato di avere molto più a cuore i suoi obiettivi, investendo maggiormente in politiche sostenibili.
Quali sono, quindi, le città che rispettano di più ambiente e territorio?

Lo rivela DualCitizenLLC, una società di consulenza statunitense specializzata in questioni di sostenibilità ambientale.
Con il suo report “Global Green Economy Index”, infatti, l’azienda ha svolto un’analisi approfondita su 80 paesi e 50 città del mondo e sull’impegno dimostrato nel quadro della green economy.

Cosa è emerso?
Niente di particolarmente sorprendente: in cima alla classifica delle città più green è possibile trovare il blocco scandinavo, con Cophenagen, Stoccolma e Oslo, il cui raggruppamento è interrotto solo da Vancouver, Canada, che ha raggiunto la terza posizione.
Sempre per quanto riguarda le politiche adottate a livello urbano, bene anche New York, Berlino e Singapore, Parigi, Helsinki e Tokio.

Per quanto concerne, invece, l’ambito nazionale, la Svezia si è dimostrata ancora una volta il paese più attento allo sviluppo sostenibile di tutti, seguita da Norvegia e Finlandia.
Solo quindicesima posizione per l’Italia.

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Le scelte individuali per incentivare la green economy

Non sono solo le aziende a cambiare il loro assetto e i loro processi in nome della green economy.
Infatti, questo cambiamento può essere generato anche dal basso, dalle nostre scelte e i nostri comportamenti quotidiani.

Per riuscirci, però, è importante informarsi e comunicare, facendo domande e chiedendo consigli.
Inoltre, è fondamentale essere consapevoli che per entrare davvero a far parte di questa svolta non basta schioccare le dita, ma occorre impiegare tempo e strumenti adeguati.
Le nostre scelte, poi, dovranno sempre meno essere legate al prezzo e associarsi al valore che attribuiamo una cosa, ragionando soprattutto in termini di innovazione e sostenibilità.
Infine, è importante ricordarsi ogni giorno che la green economy è un modello basato sulla collaborazione!

Libri dedicati alla green economy

Sono sempre più numerosi gli studiosi che decidono di realizzare libri riguardanti la green economy o l’economia circolare.
Ma non tutti possono dire di essere riusciti a creare dei contenuti realmente di qualità!
Per questo, se si vuole cominciare a conoscere ed approfondire meglio l’argomento, è importante affidarsi a chi li ha già acquistati e consultati, arrivando a condividerne una recensione.
Quindi, quali sono i volumi più apprezzati a Luglio 2020 dagli utenti Amazon?
Vediamoli insieme:

1. La transizione alla green economy

di Edo Ronchi

Un’opera nella quale sono delineati e approfonditi i tre fondamenti della green economy: la tutela del clima e della biosfera; la circolarità delle risorse ed il benessere inclusivo e di migliore qualità.

2. Green economy e Sviluppo Locale

di Gian Piero Joime

La green economy, intesa come nuova frontiera dello sviluppo economico e modello capace di generare grandi cambiamenti, viene approfondita a livello di impatto sul territorio e sulla cultura italiani.

3. La corsa della green economy. Come la rivoluzione verde sta cambiando il mondo

di Antonio Cianciullo e Gianni Silvestrini

Un testo che porta a riflettere sui risultati ottenuti a livello di green economy in tutto il modo.
Degli esempi virtuosi a cui ispirarsi per prendere parte presto alla svolta radicale in atto. Una rivoluzione che abbatte l’idea che il profitto debba essere antagonista del benessere, ma sottolinea come dal business stesso possa essere generato uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

Siti dedicati alla green economy

Oltre ai libri, sono diversi i siti e i blog che si stanno occupando, in maniera aggiornata e complessiva, di raccogliere tutte le informazioni e le iniziative attuate legate alla green economy.

Fra questi, il primo degno di nota è Ecomondo.
Dal ricco blog, questa piattaforma nasce come evento, expo, di riferimento in Europa per l’innovazione industriale e tecnologica nell’economia circolare.
In generale, l’obiettivo di Ecomondo è, infatti, la divulgazione, ottenibile mediante fiere di settore e gli articoli che pubblica nel sito web.

Secondariamente, troviamo IdeeGreen.it un blog nato nel 2013 destinato a tutti coloro che hanno a cuore la tutela dell’ambiente, il risparmio energetico, la creazione di un’economia sostenibile e uno stile di vita sano.
Gli articoli realizzati dalla sua redazione sono suddivisibili nelle seguenti aree tematiche: Ecoturismo, Energie Alternative, Mobilità sostenibile, Bioedilizia, Giardinaggio e Risparmio.

Green.it, infine, è un portale web specializzato nella comunicazione di contenuti legati allo sviluppo sostenibile.
Con le sue notizie si impegna, perciò, a tenere aggiornati su ambiente, natura, materiali, innovazione, imprese e stili di vita sostenibili.
Inoltre, questa piattaforma redige delle vere e proprie guide, dove si dritte e consigli per imparare a vivere o lavorare in modo più ecologico ed economico.

Youfeed e la green economy

Anche in YouFeed cerchiamo di fare delle green economy la nostra guida in termini di parametri di qualità/sostenibilità e di filosofia.

La nostra piattaforma ha, infatti, l’obiettivo di** creare un mondo senza sprechi**, aiutando anche altre realtà, come aziende ed enti, di far parte di questo movimento.
E lo fa mettendo in contatto chi vuole donare con chi vuole ricevere cibo, in maniera rapida e ottimizzata.
In questo modo è, infatti, possibile sottrarre il cibo alla logica dello spreco e agire in maniera sostenibile: da potenziale rifiuto il cibo in eccesso diventa importante risorsa!
Non trasformando quel cibo in rifiuto, inoltre, vengono sostenute tutte le risorse e le materie prime utilizzate per la sua preparazione.