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Energie rinnovabili: definizione

Le energie rinnovabili sono tutte quelle forme di energia prodotte da particolari risorse naturali che, grazie alla loro capacità di rigenerarsi alla stessa velocità con cui vengono consumate e al fatto che non sono esauribili se non nelle future ere geologiche, rimarranno disponibili anche per le generazioni future.
Le energie rinnovabili si contrappongono a quelle non rinnovabili derivanti da fonti fossili, dal petrolio, dalla combustione ed altri, tutti elementi che:

  • inquinano, sia durante la fase di produzione che durante l’utilizzo quotidiano, come la produzione di CO2;
  • si esauriscono, poiché sono risorse limitate che impiegano moltissimi anni prima di rigenerarsi.

Al contrario le fonti di energia rinnovabile non inquinano, non si esauriscono e rispettano le risorse provenienti dal mondo naturale: sono, dunque, alla base della cosiddetta green economy.
In qualunque modo esse vengano chiamate, “energia sostenibile”, “fonti alternative di energia”, “fonti rinnovabili di energia”, sono considerate la vera risorsa del futuro.

Le fonti di energia rinnovabili

La normativa italiana di riferimento esplicita le fonti di energia rinnovabili, queste sono:

  • il sole;
  • il vento;
  • le biomasse;
  • le risorse geotermiche;
  • le risorse idriche;
  • il moto delle onde.

Vediamole nello specifico.

energia solare

Energia solare

L’energia solare è la fonte di energia verde più conosciuta e viene utilizzata per produrre calore, o refrigerio, ed elettricità a partire dalla luce solare.
La luce solare, naturalmente illimitata, viene catturata e trasformata rapidamente in energia attraverso gli impianti fotovoltaici e quelli solari termici, grazie ai quali si genera acqua calda, riscaldamento negli ambianti o corrente elettrica per l’illuminazione degli ambienti.
In particolare, l’impianto solare termico è formato da dei pannelli all’interno dei quali c’è un liquido; i raggi solari scaldano questo liquido, il quale a qua volta scalda l’acqua contenuta in un serbatoio di accumulo ad hoc.
I pannelli fotovoltaici, invece, sfruttano l’irradiazione solare.
Installare un impianto solare o fotovoltaico permette di risparmiare sia in termini economici, con una diminuzione della bolletta, sia in termini di impatto ambientale.
Inoltre, i pannelli hanno una durata di vita assicurata per almeno 30 anni e non necessitano di grande manutenzione, se non il cambio dell’inverter ogni 10 anni.
Ulteriore punto a favore di queste installazioni è il fatto che vengono posizionate sul tetto, luogo in cui i raggi solari battono per la maggior parte del tempo, andando ad occupare quella parte della casa inutilizzata.

energia eolica

Energia eolica

L’energia eolica è quell’energia alternativa che viene prodotta dalle correnti dei venti, correlati a fattori topografici quali la rotazione terrestre o la temperatura dell’atmosfera.
La grande massa d’aria spostata dal vento, sebbene in maniera intermittente, viene convertita in energia elettrica grazie a turbine e pale eoliche, le quali hanno un funzionamento molto simile a quello dei vecchi mulini a vento.
Nello specifico, l’energia elettrica si ottiene grazie alla forza cinetica che il vento esercita sulle pale eoliche installate in cima a un palo e collegate a un rotore meccanico dotato di dinamo; è proprio quest’ultimo a trasformare l’energia meccanica in energia elettrica.
Solitamente gli impianti per sfruttare l’energia eolica vengono posizionati in punti strategici, ovvero dove il vento si mantiene costante, come nelle zone di pianura o in mezzo al mare.

biomasse

Biomasse

Quella delle biomasse è una forma di energia rinnovabile, la prima utilizzata dall’uomo, che deriva dalla trasformazione di prodotti vegetali o dei rifiuti organici in energia elettrica con un costo basso ed un impatto ambientale minimo; infatti, le quantità di carbonio, azoto e zolfo rilasciate nell’aria dalla combustione di tali materiali sono inferiori rispetto a quelle emanate da combustibili fossili.
Un esempio di energia derivante dalle biomasse è la combustione della legna.
Le biomasse, dunque, sono prodotti biologici usati come combustibili o carburanti allo scopo di creare energia elettrica mediante:

  • la trasformazione chimica del materiale organico in biogas, ossia metano;
  • la combustione di legname od oli vegetali per la creazione di energia elettrica o calore;
  • la produzione di combustibili liquidi, utilizzati per generare calore;
  • la produzione di prodotti per l’agricoltura come il compost utilizzato per la fertilizzazione dei campi.

energia geotermica

Energia Geotermica

L’energia geotermica è l’energia che si ricava dal calore proveniente dal sottosuolo terrestre, che si manifesta con fenomeni naturali come sorgenti termali, geyser e soffioni, e viene utilizzata per l’alimentazione di impianti di riscaldamento e condizionatori.
Questa forma alternativa di energia, quindi, sfrutta l’energia termica rilasciata dal decadimento di elementi presenti all’interno della terra, quali uranio e potassio, pertanto la disponibilità è costante nell’arco di una giornata.
Esistono due tipi di energia geotermica:

  • quella classica, che sfrutta le anomalie geologiche e vulcanologiche;
  • quella a bassa temperatura, che sfrutta il sottosuolo per la produzione di energia elettrica.

Un impianto per estrarre energia geotermica è formato da una serpentina di diversi metri interrata, nella quale si trasforma il fluido frigorigeno in forma gassosa.
L’impianto geotermico può essere dotato anche di:

  • sonde verticali, inserite in profondità nel terreno;
  • sonde orizzontali, per impianti distribuiti su superfici ampie;
  • sonde a spirale, realizzate sia in senso orizzontale che in profondità;
  • pali energetici, ovvero sonde verticali inserite nei pali di fondazione.

energia idroelettrica

Energia idroelettrica

L’energia idroelettrica sfrutta la forza cinetica dell’acqua per convertila in energia elettrica; questa è una fonte esauribile ma rinnovabile, a patto che l’uomo non ne faccia un uso esagerato.
Il miglior modo per farlo è quello di sfruttare le dighe, le quali permettono di canalizzare le risorse idriche in appositi bacini nei quali vengono installate delle turbine ad hoc per la produzione dell’energia.
Per generare energia in modo efficiente e continuativo si utilizzano diverse centrali a seconda del tipo di risorsa idrica che si va a sfruttare:

  • le centrali di accumulazione, che accumulano, appunto, l’acqua per gestirla in maniera uniforme nel tempo;
  • le centrali ad acqua fluente, dove viene fatta una deviazione in un corso d’acqua al fine di scorrere in apposite turbine alimentate proprio dal fluire dell’acqua;
  • le centrali a bacino, nelle quali l’acqua prima viene accumulata in laghi artificiali e poi dirottata in canali che la spingono in apposite turbine per produrre elettricità.

energia marina

Energia marina

L’energia marina è una fonte alternativa di energia rinnovabile che, a differenza di quella idrica, sfrutta la forza dei mari, ovvero enormi masse di acqua, generata dal moto delle onde e dal movimento delle correnti per produrre energia elettrica.
La conversione da energia marina in energia elettrica avviene grazie a dei generatori ad asse verticale ed orizzontale, come nel caso dell’energia eolica.
Inoltre, gli oceani possono produrre un altro tipo di energia, quella termica, derivante direttamente dal riscaldamento delle acque da parte del sole.

I numeri delle fonti di energia rinnovabile in Italia

Nel 2009 l’Unione Europea ha predisposto una direttiva, vincolante nelle legislazioni di ogni singolo stato membro, secondo la quale entro il 2020 si sarebbero dovuti raggiungere i seguenti obiettivi:

  • coprire il 20% dei consumi finali lordi con fonti di energia rinnovabili (17% per l’Italia);
  • coprire il 10% dei consumi finali di energia legati ai trasporti con energie rinnovabili.

Secondo il rapporto “Fonti rinnovabili in Italia e in Europa” riferito all’anno 2018, il nostro Paese si trova a buon punto nel raggiungimento di questi obiettivi; basti pensare che l’Italia è terza in Europa per contributo ai consumi di energia provenienti da fonti energetiche rinnovabili.
In Italia, infatti, il 18% del consumo di energia deriva da fonti rinnovabili; questo è il valore più alto in termini di quota coperta dalle energie rinnovabili.
Inoltre:

  • nel settore elettrico la percentuale di energia rinnovabile utilizzata è di circa 34%;
  • nel settore termico la quota di energie rinnovabili, sul totale dell’energia utilizzata, supera il 19%;
  • nei trasporti, invece, l’Italia ancora è carente con solo il 7,7% di consumi energetici derivanti da fonti rinnovabili.

Ulteriori dati, derivanti da fonte terna “Statistiche regionali 2018”, ci mostrano le fonti di energia rinnovabili maggiormente utilizzate.
Eccole di seguito:

  • il 52% di tutte le fonti di energia rinnovabili utilizzate in Italia deriva dalle risorse idroelettriche;
  • il 23% da solare fotovoltaico;
  • il 18% da fonte eolica;
  • il 6% da altre fonti.

L’Italia, nel complesso, sta adottando dei comportamenti ideali per promuovere la green economy e contribuire così a un Pianeta pulito, sostenibile e sano.

Perché occorre incentivare questo modello

L’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili è un modello da incentivare per diversi motivi:

  • rispettano le risorse provenienti dal mondo naturale, poiché loro stesse vengono generate naturalmente dal Pianeta;
  • non si esauriscono con l’uso, poiché si rigenerano ciclicamente;
  • l’impatto ambientale è minimo, poiché abbatte la produzione di combustibili fossili e nucleari, non inquinando l’ambiente.

Le fonti di energia rinnovabili si pongono come una forma di energia pulita, economica ed accessibile a tutti; si stanno affermando sempre di più come energia del futuro e sono la base della green economy.