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Le best practice per migliorare l'economia circolare durante la pandemia

La pandemia ha messo a dura prova ognuno di noi, le nostre abitudini e il modello culturale nel quale siamo cresciuti. Questo ha generato terreno fertile per l’economia circolare e per le sfide che dovremo affrontare.

Siamo stati costretti a rivedere la routine, tanto che anche andare a fare la spesa è divenuta una cosa straordinaria. Piccole e medie imprese hanno visto rivoluzionati i loro modelli produttivi e l’adattamento è divenuto più che mai necessario. E così abbiamo scoperto lo shopping online, lo smart working e la riduzione dell’inquinamento a fronte di un uso ridotto dei mezzi di trasporto. Anche se è forte la voglia di ripartire subito e di tornare a quella che era la vita prima, da questa situazione ne usciamo sicuramente diversi.

L’economia circolare diventa un argomento centrale alla luce di quelle che sono state le “lezioni” apprese durante questo periodo di pandemia. Un diverso approccio al modello economico è possibile e necessario: lo spreco non è più giustificabile.
Nell’articolo approfondiremo cos’è l’economia circolare e quali sono le best practice che ognuno di noi può adottare durante la pandemia e non solo.

Cos'è l'economia circolare

Il modello economico “take – make – dispose” (prendere, fare, buttare via) è pensato per un ecosistema in cui le risorse e l’energia abbondano. Appare evidente come oggi, anche alla luce della pandemia che ha colpito il nostro pianeta, questo sia un modello poco adatto a far fronte alle nostre necessità. È impensabile sfruttare risorse ed energia senza avere un progetto basato su più cicli di produzione e sul riutilizzo delle risorse. Trovare un modo per ridurre gli sprechi è l’obiettivo di tantissime iniziative per il sostegno dell’efficienza e il fondamento dell’economia circolare.

La Ellen MacArthur Foundation definisce l’economia circolare come “un’economia pensata per auto-rigenerarsi”, un sistema economico che si basa sul riutilizzo di materiali attraverso una serie di cicli produttivi. Gli scarti creati durante i processi di produzione, sono in questo modo ridotti al massimo.
Questo tipo di economia è più che un modello alternativo rispetto a quello lineare, è una vera e propria rivoluzione concettuale, nata anche dalla necessità storica di fermare lo spreco e i danni ambientali che la produzione di massa sta provocando:

  • Modello lineare: basato sullo sfruttamento delle risorse naturali per massimizzare i profitti e ridurre i costi di produzione.
  • Modello circolare: l’attenzione è sull’intera filiera coinvolta nel ciclo di produzione e coglie ogni occasione per minimizzare scarti e perdite, limitando l’uso di materia ed energia necessaria. L’obiettivo non è solo produrre, ma farlo prevenendo ripercussioni ambientali negative.

In questo senso, si deve pensare all’economia circolare come un modello di produzione e di consumo che implica non solo il riutilizzo delle materie, ma anche la condivisione, il prestito, la riparazione e il riciclo dei materiali e dei prodotti, in modo da allungarne la vita il più possibile.

Quando il prodotto conclude la sua funzione e giunge al termine del suo ciclo di vita, i materiali di cui è composto vengono recuperati e reinseriti nella biosfera. Il ciclo produttivo si rigenera e si crea nuovo valore.

Transitare verso un modello di economia circolare porta moltissimi vantaggi, come ad esempio un impatto positivo sull’ambiente, maggiore disponibilità di materie prime, aumento della competitività e l’apertura a nuovi modelli di business con conseguente incremento dell’occupazione.

Questa pandemia ha influito sulla nostra routine ma ci ha aiutato a riflettere su quelle che sono alcune delle best practice per migliorare l'economia circolare.

10 Best Practice di economia circolare

Sprechi alimentari, riciclaggio, controllo dei consumi e condivisione sono solo alcune delle parole chiave legate alle buone pratiche per una transizione verso l’economia circolare.

1. Attenta gestione della dispensa e della spesa

Fare particolare attenzione alla gestione della dispensa e della spesa. Sembra banale, ma preparare una lista prima di andare al supermercato può fare una grande differenza tra una spesa controllata e una impulsiva. Durante la pandemia è diventato evidente che fare una spesa ragionata aiuta a ridurre gli sprechi. Il fatto di non poter entrare e uscire dal supermercato con la stessa facilità di qualche mese fa, ha costretto molti ad arrivare preparati tra gli scaffali, limitando la scelta alle cose necessarie.

Ugualmente, è di grande aiuto tenere sotto controllo le date di scadenza in modo da non buttare prodotti non utilizzati e riutilizzare quando possibile gli avanzi.

2. Riciclo corretto degli scarti alimentari

Il riciclo dei rifiuti è uno dei pilastri centrali dell’economia circolare, soprattutto quando si tratta di scarti alimentari. Un attento riciclaggio di questi rifiuti permette di creare un composto capace di migliorare la fertilità dei terreni coltivabili, nonché di produrre biogas e biometano, fonti energetiche rinnovabili.

3. Ridurre gli Sprechi e i Rifiuti

È possibile iniziare a ridurre gli sprechi e i rifiuti prendendo consapevolezza delle cose che utilizziamo quotidianamente. Ad esempio, è bene scegliere oggetti multiuso rispetto a quelli usa e getta, fare una cernita di cosa usiamo e cosa abbiamo messo in uno scatolone. Molte cose possono essere riutilizzate, basta portarle in centri di raccolta dedicati o, addirittura, venderle online affinché qualcun altro ne faccia uso.

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4. Energia Rinnovabile Domestica

Oggi sono moltissime le possibilità per implementare sistemi di energia rinnovabile per la propria casa. Con l’installazione di impianti fotovoltaici, ad esempio, è possibile produrre un quantitativo di energia sufficiente ad alimentare la propria abitazione o comunque abbastanza consistente da avere un impatto sull’ambiente, se riprodotto su larga scala.

5. Domotica

La domotica è l’applicazione di sistemi tecnologici e smart all’abitazione domestica. Attraverso l’adozione di questi sistemi digitali di automazione è possibile monitorare e controllare i consumi di energia domestici. È auspicabile in un futuro prossimo che tutte le case siano dotate di tali tecnologie per evitare i numerosi consumi energetici ingiustificati attuali. Inoltre, grazie al monitoraggio delle risorse a disposizione, è possibile entrare a far parte di reti di distribuzione e scambio tra consumatori/produttori, le smart grids.

6. Sostenere la rete di negozi del vicinato

Durante la pandemia fare la spesa, andare dal ferramenta o in farmacia, è stato possibile solo nei pressi della propria abitazione. Per i molti abituati a prendere la macchina per raggiungere il supermercato preferito può essere stato un peso, ma in questo modo è stato possibile sostenere le piccole realtà locali riducendo drasticamente l’inquinamento.

7. Commercio Online

La “rete” di negozi del vicinato non è l’unica dove poter far acquisti. Internet ha dimostrato come il commercio online sia una realtà incredibilmente attuale e pronta a far fronte ad ogni tipo di richiesta. Quando si tratta questo argomento, vengono subito alla mente i nomi dei colossi dell’ecommerce, ma bisogna imparare a guardare a questa situazione da un punto di vista differente. Nel 2020 la trasformazione digitale è in fase inoltrate e avere la possibilità di fornire i propri servizi anche online è qualcosa la quale anche i piccoli imprenditori dovranno adattarsi.

8. Spostamenti con modalità più sostenibili

Le città non sono mai state così silenziose come in questo periodo. Il traffico urbano è quasi completamente sparito durante i mesi di pandemia. Il risultato? Un calo drastico dell’inquinamento. Si stima che in Italia ci siano quasi due automobili per famiglia e in altre metropoli del mondo questo dato è ancora più alto. Con la Fase 2, la circolazione di autovetture è ripresa quasi a livelli pre-Covid19 e quindi l’incremento dell’inquinamento è inevitabile. Bisogna imparare a scegliere modalità di spostamento più sostenibili: mezzi pubblici, biciclette, soluzioni di car/bike sharing. Ora che abbiamo tutti consapevolezza degli effetti del traffico sull’ambiente è necessario più che mai agire con giudizio.

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9. Alloggio Sostenibile

La casa è diventata un ambiente poliedrico, e la scena quotidiana è diventata un portale su tante realtà. In questo periodo siamo stati costretti a reinventare gli spazi, a trasformare le stanze in palestre, ambienti di lavoro, area relax, ecc. Questo aspetto ha un impatto sensibile sull’ambiente ed è un driver importante dell’economia circolare. Lo Smart Working, ad esempio, consente di lavorare senza la necessità di andare sul luogo di lavoro, grazie all’ausilio della tecnologia. Non è più necessario prendere dei mezzi di trasporto per raggiungere l’ufficio e si abbattono i consumi energetici, senza contare che si riducono le ore di lavoro in favore di un approccio basato al raggiungimento degli obiettivi. Riqualificare gli spazi domestici può aprire grandi opportunità per il modello circolare e durante la pandemia ne abbiamo sperimentato alcuni esempi.

10. Sostenere iniziative che promuovono l’economia circolare

Al mondo sono moltissime le iniziative che promuovono l’economia circolare e si impegnano per ridurre gli sprechi. La tecnologia ha reso il mondo un villaggio globale dove è semplice creare reti di contatti. Tante persone hanno sfruttato questo vantaggio per creare start up nate per fronteggiare i danni che abbiamo creato al nostro pianeta. Sono veramente moltissimi i progetti che si possono trovare in rete e supportarli vuol dire fare la propria parte per rendere il mondo un posto migliore.